Aa. Vv.
Holding Place. مكان الصاحب
€ 16
A cura di Chiara Cartuccia, Lodovica Guarnieri
Contributi di Bassam El Baroni, Marwa Benhalim, Chiara Cartuccia, Onur Çimen, Sara Fakhry Ismail, Lodovica Guarnieri, Stella Ioannidou, Zeynep Kaserci, Nina Kurtela, Gabriele Leo, Latent Community, Mark Lotfy, George Moraitis, Sarah Rifky, Omnia Sabry, Mahmoud El Safadi, Islam Shabana, Virgil B/G Taylor, Neja Tomsic
Holding Place è l’esito finale del progetto Caravan Residency Program: Thinking with Alexandria, concepito e realizzato da UNIDEE Residency Programs presso Cittadellarte–Fondazione Pistoletto, a cura di Sarah Rifky in dialogo con Edwin Nasr.
Con il supporto di Creative Europe, programma dell'Unione Europea.
140 pp.
Cartella con 8 fascicoli
17 x 24,5 cm
stampa colori/bn
eng/ar
2026
ISBN 979-12-81790-38-4
Holding Place è l’esito finale del progetto Caravan: Thinking with Alexandria. Questo programma di residenza itinerante ha esplorato le città europee di Atene, Bruxelles, Marsiglia e Nicosia attraverso la lente di Alessandria e dei suoi immaginari urbani contesi.
I partecipanti hanno viaggiato tra le geografie connesse al progetto, rileggendo questi luoghi attraverso diverse produzioni artistiche, documentate in uno dei fascicoli che compongono questa pubblicazione, concepita come una costellazione di materiali editoriali.
Parallelamente al percorso produttivo definito dalle istituzioni a guida dell’iniziativa, e per affrontare le dissonanze insite in un progetto che cerca di interpretare l’universo urbano di Alessandria — una città nordafricana, egiziana e mediterranea — attraverso una prospettiva specificamente europea, alcuni partecipanti della residenza si sono riuniti in una serie di conversazioni organizzate. Questi incontri intimi, critici e talvolta complessi hanno infine dato origine alla pubblicazione autoprodotta Place Holder.
Riunendo voci, prospettive e approcci diversi, Holding Place intende offrire narrazioni multidimensionali su Alessandria, l’Europa e il Mediterraneo, invitando i lettori a confrontarsi con i paesaggi urbani e regionali attraverso le loro zone d’ombra e le loro complessità, piuttosto che attraverso immaginari geopolitici funzionali e riduttivi.